Il Bulldog Inglese

01/12/2017
Il bulldog aspetti sanitari
La peculiare morfologia di questo cane, il suo modo di camminare, ed il suo aspetto di mastodonte in miniatura, sono l’origine e la causa della maggior parte delle patologia che affliggono il bulldog.
Testa massiccia, collo corto e torace ampio, sono le caratteristiche di un cane brachimorfo, e la sindrome brachicefalica è il principale problema sanitario del Bulldog Inglese e del Bouledogue Francese.
Questa è una sindrome che prende origine da alcuni “difetti” delle prime vie respiratorie, ovvero la stenosi delle narici, il palato molle lungo, l’eversione dei cornetti laringei, l’ipoplasia tracheale, e infine l’ipertrofia delle tonsille. Tutto ciò porta a far si che i bulldogs siano cani che respirano con una certa difficoltà.
A questo problema, che si presenta con più frequenza nei soggetti provenienti da linee di sangue ipertipiche, si pone rimedio con la chirurgia correttiva; più frequentemente con l’asportazione delle tonsille (specie se queste vanno in contro ad infiammazione ed infezioni croniche), ma anche con la riduzione della lunghezza del palato molle (quando questo è talmente lungo che arriva ad occludere la trachea durante la fase inspiratoria), e l’asportazione dei cornetti laringei, quando questi evertono (si rovesciano) nel lume laringeo, riducendo la sezione libera della laringe stessa e riducendo cosi il volume d’aria che affluisce in trachea.
A questo problema respiratorio, poi fanno capo altri problemi che possiamo definire “collaterali”, che sono le infezioni delle via aeree inferiori, l’ipertrofia cardiaca, l’ipertensione polmonare.
Accanto a queste patologie cardiache acquisite, vi sono anche quelle congenite che colpiscono i bulldogs con una frequenza non dissimile a quella di altre razze con elevato grado di selezione. Queste, citiamo solamente le più frequenti, sono le stenosi e le displasie valvolari, la persistenza del dotto arterioso e del forame di Botallo, la tetralogia di Fallot, la CAVD (cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro).
Queste patologie sono comunque oggetto di indagine nel parco nazionale riproduttori in modo da selezionare e da ammettere alla riproduzione solo i soggetti esenti.
Un terzo capitolo di patologie tipiche dei bulldogs è dato dal fatto che oltre ad essere soggetti brachimorfi sono anche condrodistrofici, ovvero che le loro cartilagini sono soggette ad una crescita anomala e stentata.
Questo aspetto deriva dalla particolare selezione avvenuta nel XIX secolo che ha portato i temibili cani che combattevano contro i tori da un aspetto simile a quello degli attuali pitbull, a quello che conosciamo oggi, quindi un sostanziale ridimensionamento della taglia, pur mantenendo le caratteristiche molossoidi originali. Ciò porta ad avere un soggetto displasico (displasia dell’anca, del gomito e del ginocchio) con la presenza di emivertebre (elementi della colonna vertebrale di aspetto anormale o non completo). Queste situazioni, che offrono aspetti radiografici tali da mettere in difficoltà anche gli ortopedici più navigati, non portano particolari problemi clinici ai nostri bulldogs, che anzi convivono con queste anomalie in modo più che egregio, e solo raramente vanno incontro a problemi ortopedici e/o neurologici di una certa importanza.
La selezione di riproduttori esenti da queste patologie, come avviene per altre razze, qui non è possibile a meno di non snaturare (come già sperimentato a suo tempo) l’aspetto morfologico dei nostri soggetti, che proprio da questa peculiare conformazione scheletrica traggono le loro caratteristiche, sia morfologiche che di andatura.
I problemi dermatologici dei bulldogs sono ormai tristemente famosi e talvolta gettano nello sconforto e nella frustrazione sia i proprietari che i dermatologi più preparati.
Arrossamenti, pruriti , escoriazioni, alopecia, se non sono causati da agenti eziologici specifici, molto spesso riconoscono come causa scatenante l’ipersensibilità che i bulldogs hanno per gli eccessi proteici nella dieta.
La soluzione di queste manifestazioni spesso è ottenibile con una riformulazione della dieta abbassando il suo contenuto proteico. Le case mangimistiche negli ultimi anni hanno messo sul mercato formulazioni specifiche per questo scopo.
Infine ma non meno importanti sono le patologie oculari. Generalmente secondarie a difetti delle palpebre e dei loro annessi. Entropion, Districhiasi, e Ciglia Ectopiche, spesso provocano lesioni della cornea che se non diagnosticate e risolte precocemente provocano lesioni dalla difficile guarigione e caratterizzate da lunghissime prognosi.
Per concludere: se il cane è considerato il migliore amico dell’uomo, il bulldog è considerato il miglior amico del veterinario; ma forse è proprio questo continuo bisogno di attenzioni particolari che ne fa una razza particolarmente gratificante per chi ha la fortuna di trascorrere qualche anno in sua compagnia.
Il particolare rapporto che si instaura tra il bulldog ed il suo proprietario ha portato gli Anglosassoni a coniare il famoso detto “Once bulldog, forever bulldogs”.